"In te ho nascosto un lago": vi presento il mio nuovo libro di poesie

 

Il 2020 comincia con un'emozionante novità: la pubblicazione del libro "In te ho nascosto un lago", mia quarta raccolta poetica. Un testo composto da 30 componimenti che raccontano passato e presente in un tempo ciclico, articolando sentimenti, esperienze e relazioni.


Ringrazio Michelangelo Camelliti della casa editrice LietoColle, per la fiducia concessa e per condividere con me questo progetto.
Ringrazio enormemente Michelangelo Zizzi, scrittore e critico letterario, per l'eccellente prefazione al mio libro, da leggere qui di seguito, che sintetizza in maniera perfetta la natura della mia scrittura e l'aspirazione della mia poetica.

"Se è vero, come dice Riffaterre, che la poesia è un ordigno che esplode dentro al linguaggio ordinario facendo resuscitare livelli di coscienza e conseguenti semantemi spesso non transitati, allora questa opera di Marco Fortuna si riconosce per un livello interessante di strutture di produzione di senso, perché essa manifesta formule che si alimentano sia nel tessuto vivo e biografico del poeta, che, altre, catalizzate e messe in azione dalla scrittura medesima. In te ho nascosto un lago è poemetto volumetrico e spaziale, innanzitutto. Intendo dire che esistono poeti impressivi e pittorici ed altri scultorei e Fortuna inclina verso l’ambizione della forma compiuta e quindi verso un livello plastico, più che cromatico; quindi verso l’ambizione di una realizzazione (intendo dire proprio trasmutazione, sic et simpliciter, della realtà ‘normale’ nella realtà del sentimento raffinato e compreso nella sua fenomenologia) di totalità poetica. Questa è, del resto, l’evenienza più rara nella nostra poesia contemporanea, poiché spesso si assiste nelle opere dei poeti coevi ad un risultato di frammentazione e demolizione del sentire che collima con una scrittura nervosa e fatta di scorci non congrui. In te ho nascosto un lago ha tra l’altro, spesso, un andamento prosastico, quasi un poemetto in prosa (Baudelaire, Char, Ponge; e in Italia Neri, Inglese, Ottonieri, Arminio, etc.) per quanto senza una metodologia meditata a priori e con la presenza di accentuazioni invece liriche improvvise e fosforescenti, cosa che rende l’opera difficilmente classificabile, smossa e nevrile. Ma è questa inserzione della narrazione che spesso si manifesta nel testo che delucida l’altra inclinazione artistica di Marco Fortuna: la scrittura teatrale frequentata ed espressa in altri lavori, che ovviamente presuppone una dimensione narrativa prevalente che si interpola destinalmente sul tessuto linguistico meramente percettivo della poesia. Il rapporto io-altro e io-mondo sono i principali motori semantici che reggono l’opera, sia quando evidentemente esplicitati (per es. in Anima dannata, I morti ci sognano) che quando sottesi, silenziosi (come in Il tempo dove si posa l’ingegno aguzzo, Era estate e io un vortice marino), perché Fortuna è un poeta che tende alla coralità del canto, poeta che all’esclusione (psicologica o sociale) e ai suoi principi preferisce lo stato dell’inclusione, dell’accettazione, del passaggio arduo verso la ricerca osmotica e il contatto empatico. In te ho nascosto un lago è poesia che visita i luoghi originari dell’infanzia, quei luoghi semplici e ludici che formarono l’anima, avviandola verso la contemplazione della natura (dell’uomo oltreché del creato) e verso una compattazione nei confronti di miti agresti e relazionali dove riposa una serenità senza turbamento. Del resto un’analisi lessicografica illustra questo molto bene: frequenti i lemmi costituiti da pronomi personali, possessivi e determinativi, che spazializzano il testo e indicizzano la necessità di un armonico rapporto tra il sé e l’altro da sé, tra il proprio e il non proprio, facendo reagire la poesia alla ricerca di un livello di soluzione e di contemplazione di ciò che è stato e ciò a cui si ambisce d’essere. E cosa sarebbe questa ambizione? La diluizione del dolore, l’elevazione della nostalgia come stato indissolubile del vivere poetico, la dichiarazione d’amore verso il mondo. Tutte cose centrali in In te ho nascosto un lago. E si dirà che ogni poeta eleva la nostalgia come suo elemento centrale; forse sì, ma in Fortuna, questa meditazione sul passato e sul ritorno possibile, senza essere troppo drammatizzata, si riempie di particolari (dico proprio di particolari fisici, di cose, di modi delle materie) così bene elencati, confessati, acquisiti e infine immessi nel tessuto del testo, da conferire all’opera un tenore di originalità. Insomma non un canto funebre sul mondo, ma poesia rivitalizzante il mondo. Il mondo poetico di In te ho nascosto un lago è un mondo non perduto; è solo il mondo della conoscenza dell’azione affettiva. In quest’ulteriore cosa Fortuna ci appare poeta consistente: nel saper citare lo stato affettivo senza reticenza, così come senza leziosità. Perché In te ho nascosto un lago ha il funzionamento perfetto di un dialogo anche interiore tra il poeta (o l’attore dell’azione poetica) e il mondo che sente o non sente questo eccesso di senso, questo tentativo di ricostruzione del cosmo. Tra l’altro la poesia di Fortuna è una forma di stratificazione poetica, di eccesso sedimentario del sentire, dove precisione del dettaglio e corporeità delle immagini negano vacuità stilistiche e strutturali, restituendo potenza immaginativa e comprensione dei modi di registrazione dell’immagine, meglio di un impressionista o d’altro artista visivo. Non siamo lontani da una teoria cognitivista o, meglio, neo-costruttivista, nel leggere questa opera, ma anche in un punto di appoggio sensibilmente superiore, perché ogni poeta, meglio di uno psicologo e, forse, di un teologo, contempla, anche in ironia, l’assoluta coincidenza di sistema massimale e minimale: Sei fuggita via e di te rimane / solamente l’odore di caffè / sopra un fornello ancora caldo. Per quanto difficilmente classificabile, Marco Fortuna e questa sua opera, dimostrano anche il fatto che la poesia migliore può farsi nella leggerezza, nell’ironia e anche nella comicità, forse derivante dalla produzione di opere teatrali: Rideva, scintille accecanti sull’acqua / e io ero solamente un punto della sequenza."


"In te ho nascosto un lago" è disponibile sul sito dell'editore e sui maggiori canali di vendita online.
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Attendo con curiosità le vostre prime recensioni sul testo.

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Chi sono

Sono nato e vivo nelle Marche, una regione dove le montagne, le colline e il mare cullano i mieii sogni, parlano al mio animo e ritornano con accenni e ricordi nei miei scritti. Il mio amore per la poesia è iniziato tra i banchi di scuola e si è rinnovato sempre con intensità. Ho iniziato a scrivere poesie nel 2000 ed ancora oggi coltivo questa passione. Una ricerca costante, un viaggio nel cuore dell’uomo.

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