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Lo swing dei palazzi grigi

“Questo è lo swing dei palazzi grigi amico!
Quello che cola giù dalle serrande sporche.
Lo senti l’odore che ci circonda?”
Così mi dicevano le auto incanalate,
qualcuno è rimasto ingoiato in una voragine,
laggiù nell’asfalto.
“Blues, blues!” mi dicevano quei colori smorti,
mescolati al nero del catrame.
“Non vedrai il tuo tramonto rosso laggiù!
Senti una chitarra acustica strimpellarti in testa?
Aspetta il tuo turno amico! Rimani in macchina…
Blues, blues” ripeteva quella città,
allora pensai alle labbra di lei,
labbra che rovesciano il mondo…
abbassando di poco il finestrino dell’auto,
risposi a quel delirante refrain
pieno di palazzi, macchine e antenne:
“Chopin, Opera 34 n.2”

Poesia vincitrice del premio “METRO” del Concorso nazionale di poesia
“Graffiti METROpolitani” 2017/2018

Nella poesia ci emozioniamo per qualcosa che capita a noi stessi e non, di riflesso, per qualcosa che capita ad altri



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